Il Messaggero 4/3/1992

 Studiosi romani in Egitto con un progetto anti-degrado
VOLANO AL CAIRO PER CURARE LA SFINGE
Mega vertice nella capitale egiziana per salvare il monumento. Il progetto di Giuseppe Fanfoni e dei suoi colleghi. 
Di Salvatore SPOTO 

Roma in soccorso dell'antico Egitto.  
Una squadra di studiosi  e scienziati della Capitale è volata al Cairo per salvare dalla distruzione la Sfinge, guardiana delle Piramidi dall'enigmatico sguardo.  
Luisa Bongrani, titolare della cattedra di Antichità nubiane presso il dipartimento di Studi storici religiosi alla Sapienza, Lorenzo Lazzarini, docente di geologia nella stessa università Nazzareno Gabrielli, direttore dei laboratori scientifici dei Musei Vaticani, e Giuseppe Fanfoni, direttore del Centro di formazione professionale per il restauro, sono stati invitati dalle autorità egiziane a un mega vertice al Cairo. Qui spiegheranno la loro diagnosi e suggeriranno la loro ricetta per il salvataggio del monumento.  
Alcuni anni addietro un masso si staccò dalla Sfinge, rivelando la presenza di numerose crepe.  
Insomma il monumento cominciava a mostrare il peso della "vecchiaia".  
Gli studiosi di tutto il mondo si mobilitarono per evitare che il mostro di pietra a metà tra il leone e l'uomo, si sbriciolasse sotto il sole del deserto.  
Tra i progetti, quello elaborato da Giuseppe Fanfoni suscitò interesse nell'ambiente culturale egiziano.  
L'esperto fu incaricato di discutere il progetto e di verificare le ipotesi di fattibilità. I romani dovranno confrontarsi con novanta studiosi provenienti da ogni parte del mondo.  
"Il nostro progetto è molto semplice, niente vistosi restauri ma solo attività di consolidamento - ha spiegato Giuseppe Fanfoni - abbiamo accertato le cause che rischiano di causare danni irreparabili alla Sfinge. A pochi metri di profondità, sotto il pianoro del monumento, scorrono le acque di scarico di un vicino villaggio, causa di una forte umidità.. La Sfinge è come un termosifone al rovescio - prosegue Fanfoni - di giorno incamera calore solare che, nelle ore notturne, si trasforma in condensa.  
Così l'umidità penetra nelle crepe provocandone l'allargamento, con conseguente degradazione della pietra."  
Si tratterà quindi di sottoporre l'enigmatico monumento ad un drastico processo di isolamento termico per evitare il distacco di altri blocchi.  
L'équipe del Centro di formazione per il restauro  è molto nota in Egitto. Tra l'altro ha svolto un importante ruolo nella cooperazione culturale con questo paese.  
Proprio al Cairo recentemente ha salvato un celebre monumento religioso islamico da uno stato di degrado che molti ritenevano ormai irreversibile. Si tratta della Sama 'Khana, il luogo dove la congregazione dei Dervisci raggiungeva l'estasi esibendosi in antichissime danze sacre.  

La professoressa Luisa Bongrani è una personalità indiscussa nel mondo degli egittologi.  
Lorenzo Lazzarini è un geologo noto a livello internazionale.  
Nazzareno Gabrielli ha analizzato la composizione dei colori originali degli affreschi della Cappella Sistina in Vaticano. Sulla scorta dei suoi studi sono stati effettuati i recenti restauri.