(ANSA) - IL CAIRO, 3 APR 2000 
NOTIZIARIO BENI CULTURALI

ARCHEOLOGIA: 
EGITTO: UN ITALIANO RESTITUISCE AI DERVISCI 

IL LORO TEATRO 

Franco Battiato ne ha  cantate le gesta nelle sue canzoni; l'archeologo Giuseppe Fanfoni ne ha ricostruito l'antica casa al Cairo. 
Sono i Dervisci Mevlevi, originari di Konya (Turchia), per i quali e' ora possibile ballare le loro danze vorticose ''per unirsi a Dio'' proprio in quella Sama' Khana nella quale vissero, tramandandosi gli insegnamenti religiosi, dal 1600 circa fino al 1942. 
 Il monumento, nel cuore della Cairo islamica, proprio sotto la Cittadella del Saladino, stava lentamente crollando quando nel 1979 lo studio- so italiano avvio', con l'aiuto di varie autorita' - anche italiane - il progetto del 
'Centro italo-egiziano per il restauro'. 
E' una scuola per universitari e studenti d'arte, tutt'oggi laboratorio di nuove tecniche, che 
Fanfoni cerca di estendere ad altre preziose costruzioni su aree adiacenti, abbandonate ed a rischio di distruzione. 
Per di piu' l'italiano scopri' nelle fondamenta della costruzione preziosi resti di una conosciuta 'fiskiyat', una  fontana inclusa in una casa scomparsa, riconducibile a  Ibn Tulun, lo stesso costruttore della moschea piu' antica e  bella 
della Cairo islamica e del Nilometro, nell'isola di Roda. 
Allora la citta' si chiamava Misr, prima di diventare El Khaira: oggi quei resti della fontana fanno da base nascosta ad una  complessa struttura in acciaio realizzata da Fanfoni a  supporto  del pavimento ligneo del Teatro dei Dervisci.